I protagonisti degli Ottomani

Selim II
Ritratto del sultano Selim II

Selim II era il terzo figlio di Solimano il Magnifico e di Huremm Sultan (o Roksolana), di origine ucraina. Selim fu nominato XI sultano dell'Impero ottomano e XC Califfo dell'Islam nel 1566. Visto che, non essendo il primogenito, non era destinato per diventare il successore di Solimano, fu cresciuto nell'harem divenendo amante dell'alcol e della vita dissoluta. Per questo motivo il suo sopranome fu "l'Ubriacone".

Il governo dell'impero fu sostanzialmente affidato al capacissimo Gran visir Sokollu Mehmed Pascià. Tuttavia Selim aveva buone capacità strategiche e pianificò alcune campagne militari, come la rioccupazione dello Yemen, l'occupazione di Cipro e la campagna in Tunisia (terminata pochi mesi dopo la sua morte nel 1574), che determinarono la massima espansione dell'impero ottomano. Diversamente, la campagna in Russia fu un fallimento totale, mentre a Lepanto la flotta ottomana fu distrutta. Al livello politico gli si attribuisce il Trattato di Costantinopoli con la Casa d'Asburgo nel 1568. La sua morte accidentale avvenne a causa di una caduta nei locali da bagno mentre si trovava in stato di ebbrezza.



Muezzinzade Alì Pascià
   Muezzinzade Alì Pascià, commandante della flotta ottomana in una mikrografia di questa epoca.

Come implica il nome, Muezzinzande Alì Pascià era il figlio del muezzin che salmodiava nella moschea accanto al Serai (N.d.T.: il Palazzo musulmano). Egli sostituiva spesso il padre e grazie al dolce suono della sua voce, entrò nelle simpatie di Selim II e del suo harem che lo crebbe. Quando Selim successe al padre diede una delle sue figlie in sposa a Muezzinzande che fu promosso a Capudan Pascià (N.d.T.: capitano della flotta). Durante la campagna per l'occupazione di Cipro nel 1570 Muezzinzande Alì Pascià era al comando della flotta. Dopo aver sbarcato l'ultima forza terrestre si diresse verso Creta e il Peloponneso per intercettare gli eventuali tentativi delle forze occidentali di mandare rinforzi a Cipro. Selim II lo designò nuovamente comandante della flotta per la battaglia di Lepanto. Inoltre gli diede uno stendardo dove erano cucite con filo dorato i versi del Corano. Durante la battaglia, la nave ammiraglia “Sultana” si trovò dinanzi alla nave ammiraglia nemica, “La Reàl”. Alì Pascià fu colpito alla testa da una pallotolla e morì. La sua morte fu cruciale per l'esito della battaglia a scapito degli Ottomani.



Uluç Alì Pascià
Ritratto di Uluç Alì Pascià

Uluç Alì Pascià, conosciuto anche come Uluç Ali Reis e Kiliç Ali Pascià dalle fonti ottomane, e come Occhiali da alcune fonti occidentali, fu una figura romanzata della storia ottomana. Nacque nel 1519 in Calabria e il suo vero nome era Giovanni Dionigi Galeni. Era figlio di un marinaio e suo padre lo incoraggiò a seguire la carriera ecclesiastica; tuttavia egli fu catturato da Alì Ahmed, uno dei corsari che collaboravano con Khayr al-Din Barbarossa. Servì per vari anni come rematore nelle galee, finchè fu convertito all'Islam e divenne egli stesso corsaro.

In un breve periodo di tempo controllava gia la gran parte delle coste settentrionali dell'Africa e unì le proprie forze con Turghut Reis che era “lo spauracchio” dell'Africa settentrionale e il Bey di Tripoli. Durante l'asseddio di Malta, quando fu ucciso l'ammiraglio Turghut Reiss, il Capudan Piyale Pascià nominò Uluç Alì comadante della flotta ottomana. Successivamente assunse anche il titolo di Pascià d'Algeri nel 1568. Nel 1571 si diresse verso Methoni (Modone) e Koroni allo scoppo di unire le sue forze con quelle di Muezzinzade Ali Pascià, che lo nominò comandante del lato sinistro della flotta durante la battaglia di Lepanto.

Era l'unico ammiraglio della flotta ottomana che riuscì a mantenere le sue navi in ordine. Tornò a Costantinopoli con 87 navi e offrì in dono a Selim II lo stendardo dei Cavalieri di Malta che aveva preso. Questi gli diede sia il titolo onorario di “Kiliç”, ovvero spada, sia il titolo di Capudan Pascià (ammiraglio della flotta) e di Beylerbeyi delle isole. Morì nel 1587 a Costantinopoli e fu sepolto nell'attuale quartiere di Tophane, nella moschea costiera di Kılıç Ali Pascià (una delle ultime opere dell'architetto Mimar Sinan).



Mehmed Pertev Pascià

Era di origine albanese e ascese velocemente alle cariche pubbliche dell'amministrazione ottomana. Prese la carica del Beylerbeyi di Rumeli nel 1554 quando il suo amico Sokollu Mehmed Pascià aumentò i propri gradi gerarchici. Mehmed Pertev divenne comandante generale delle forze navali degli Ottomani durante l'assedio di Cipro nel 1570 e unì le proprie forze con quelle di Muezzinzade Ali Pascià nella battaglia di Lepanto.


Mehmed Suluk Pascià

Conosciuto anche come “Scirocco”, Mehmed Suluk era il Bey di Alessandria ai tempi della battaglia di Lepanto. Si arruolò nell'esercito ottomano all'età di 18 anni e percorse una brillante carriera di soldato. Per quanto riguarda il settore navale partecipò all'assedio di Malta, alle campagne per l'occupazione di Cipro e fu uno dei comandanti che rimasero a Cipro durante l'assedio di Famagosta. A Lepanto comandò lo scheramento destro della flotta ottomana, tuttavia non riuscì a respingere i Veneziani che gli erano di fronte e fu seriamente ferito. Riuscì a fuggire ma i Veneziani lo inseguirono e in fine lo catturarono. Egli chiese che le sue sofferenze avessero fine e un ufficiale Veneziano compì l'esecuzione.

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