I protagonisti della Lega Santa
Filippo II di Spagna e Maria I d'Inghilterra Ritratto di Papa Pio V da El Greco Don Giovanni d'Austria Ritratto di Agostino Barbarigo da Paolo Veronese   Τintoretto, ritrato di Sebastiano Venier (Vienna, Kunsthistorisches Museum) Ritratto di Marc'antonio Colonna da Scipione Pulzone. (Roma, Galleria Colonna) Ritratto di Gianandrea Doria, stampa da Domenicos Custos.    La Statua di Cervantes a Lepanto (Nafpactos) Filippo II di Spagna
Filippo II era il figlio di Carlo V del Sacro Romano Impero e Isabella d'Aviz del Portogallo. Nacque a Valladolid in Spagna nel 1527. Trascorse i primi 12 anni della sua vita a Castiglia, sotto la sorveglianza della madre. Per questo motivo si riteneva più Spagnolo che Tedesco, sentimento che successivamente ricadde negativamente sulla gestione del Sacro Romano Impero. Filippo ricevette una educazione notevole. Carlo V notando le sue capacità decise di nominarlo viceré di Spagna nel 1543. In questo modo all'età di 16 anni Filippo si ritrovò a governare il più grande regno dell'epoca, con possedimenti in tutti i continenti allora conosciuti. Nel 1554 Filippo sposò la trentasettenne Maria I d'Inghilterra. Si trattò di una mossa palesemente politica che portò in breve tempo all'unione delle due dinastie fino alla morte di Maria nel 1558. Nel 1555 Filippo fu obbligato a rinunciare alla successione al trono del Sacro Romano Impero a causa dell'opposizione del suo zio Ferdinando, eletto Re dei Romani nel 1531, che mirava a mantenere il titolo d'imperatore per il suo figlio Massimiliano. Tuttavia Carlo V assicurò che suo figlio gli sarebbe successo come Sovrano dei Paesi Bassi, dove infatti Filippo risiedette durante i primi anni del suo regno. Nonostante agisse come monarca assoluto, il suo potere era limitato in maniera crescente dalla burocrazia di palazzo e da alcune rivolte occasionali come quella dei Mauritani di Granada nel 1569 che terminò con la dispersione dei ribelli in altre regioni. Il soprannome di Filippo, “il Prudente”, non corrispondeva alla politica finanziaria durante il suo regno che portò quattro volte al fallimento la Spagna. Nonostante ciò, il regno di Filippo II fu anche il periodo della maggiore espansione del potere della Spagna nella scena internazionale e in termini territoriali.


Papa Pio V
Papa Pio V, nato da Antonio Ghislieri, apparteneva all'Ordine dei Frati Predicatori (domenicani) fatto determinante per la politica che adottò successivamente. Nacque nel 1504 nei pressi di Milano e nel 1518 divenne monaco all'età di 14 anni. Nel 1528 ricevette l'ordinazione presbiterale e iniziò la carriera ecclesiastica. Le sue opinioni rispetto alla limitazione della laicità e le spese dei preti crearono grande fastidio. Tuttavia nel 1566, alla morte inaspettata del Pio IV, fu eletto Papa con il nome Pio V. Durante i sei anni della sua breve permanenza in carica, conseguì molti obbiettivi: organizzò la Controriforma, mise a segno colpi decisivi contro i riformisti ugonotti in Francia, limitò le spese del clero, impose un rituale specifico nella liturgia cattolica e, in generale, applicò con fermezza le decisioni del Concilio di Trento, di cui uno degli ideatori. Nel 1571, dopo la caduta di Cipro nelle mani degli Ottomani, promosse la ripresa della Lega Santa che era rimasta latente sin dalla battaglia di Prevesa nel 1538 e attivò la coalizione delle forze occidentali che portò alla vittoriosa battaglia di Lepanto. Morì l'anno successivo, nel 1572, e fu santificato dalla Chiesa Cattolica.


Don Giovanni d'Austria
Figlio illegittimo di Carlo V d'Asburgo e fratellastro del Filippo II, don Giovanni nacque nel 1547. Sua madre lavorava come cantante e apparteneva alla classe media cittadina; Carlo V fece in modo che Giovanni si allontanasse presto da lei. Si dice che il Re avesse un debole affettivo per Giovanni per cui lo volle presso di lui nell'ultimo anno di vita. Dopo la morte di Carlo V, Filippo II rivelò a Giovanni che era figlio dell'imperatore, lo fece membro della corte e gli diede una rendita importante. Carlo desiderava che suo figlio intraprendesse la carriera ecclesiastica, tuttavia Giovanni presto preferì il settore militare. Nel 1565 partecipò nella campagna spagnola che rinforzò la difesa di Malta contro gli Ottomani. Nel 1568, all'età di 21 anni, Filippo II lo nominò capo generale della flotta e responsabile dell'esercito. Ebbe un importante ruolo nella campagna contro i Mauritani in rivolta a Granada. Al suo rientro trovò pronta la compagine facente parte della Lega Santa destinata a difendere Cipro. Don Giovanni fu designato capo di tutte le forze cristiane e l'esito positivo della battaglia di Lepanto può essere considerato un merito personale.


Agostino Barbarigo
Agostino Barbarigo era un nobile di Venezia e proveniva da una delle grandi famiglie veneziane. Il suo omonimo antenato fu il settantaquattresimo doge di Venezia nel periodo di massimo splendore; inoltre durante il suo ducato Cipro e altri possedimenti al Mediterraneo orientale vennero annessi a Venezia. Prima della battaglia di Lepanto, Barbarigo era scettico circa lo scontro frontale con la flotta ottomana. Le galee sotto il suo comando combatterono con le galeotte ottomane della parte sinistra dello schieramento e durante lo scontro egli perse la vita coraggiosamente.


Sebastiano Venier
Sebastiano Venier o Veniero nacque a Venezia nel 1496. La sua famiglia aveva legami con la Grecia e in particolare con Citera giacché parenti e antenati furono arconti dell'isola. Operò come avvocato e ricoprì diverse cariche amministrative nella Repubblica di Venezia. Nel 1570 divenne “procuratore” e, in vista del nuovo scontro con l'Impero ottomano per il possedimento di Cipro, fu nominato dalla Serenissima Capitano Generale della flotta, grado che conservò anche nella battaglia di Lepanto. La vittoria gli donò grande popolarità. Nel 1577 fu eletto doge e morì un anno dopo, nel 1578, all'età di 82 anni.


Marc' Antonio Colonna
Era originario di una delle famiglie più eminenti del Lazio che durante il XVI secolo fu sotto il controllo dal Papa e del regno di Sicilia di dominio spagnolo. Nella guerra contro Siena (1553-1554) fu comandante dell'esercito spagnolo. Dopo la costituzione della Lega Santa nel 1570 per lo scontro con gli Ottomani, venne nominato capitano generale della flotta pontificia, mentre don Giovanni d'Austria lo nominò Capitano generale della coalizione occidentali. Al ritorno dalla battaglia ricevette onori ancora più alti: fu riconfermato capitano della flotta pontificia e, nel 1577, Filippo II lo nominò vicerè della Sicilia. Morì nel 1584.


Giovanni Andrea (Gianandrea) Doria
Era il nipote e figliastro di Andrea Doria, il principe e ammiraglio Genovese che diresse le forze della Casa d'Asburgo dell'impero di Carlo V e le forze navali della Lega Santa durante la disastrosa battaglia di Prevesa nel 1538. Egli ereditò dallo zio il titolo di Principe di Melfi. Doria assunse il grado di ammiraglio di Genova nel 1556. Nel 1560 combatté il Piyalè Pascià nella battaglia presso l'isola di Djerba che si concluse con la vittoria di Piyalè e la rioccupazione di Tunisi. Nella battaglia di Lepanto, nonostante l'opposizione da parte dei Veneziani, fu designato comandante del lato destro della flotta alleata.


Miguel de Cervantes
Pur essendo un semplice soldato durante la battaglia di Lepanto, Miguel de Cervantes merita una menzione particolare essendo stato uno dei più importanti scrittori spagnoli della storia. Inoltre nella sua famosa opera “don Chisciotte della Mancia” vi sono preziose informazioni rispetto la battaglia di Lepanto. Nacque nel 1547 a Alcalà de Henares, una piccola città a circa 15 miglia da Madrid. I suoi genitori, uniti in un matrimonio d'interesse, furono costretti a viaggiare spesso. Egli decise di seguire per un breve periodo di tempo la carriera avventurosa del soldato e nel 1570si arruolò nella marina spagnola. Rimase inattivo fino al 1571 quando si imbarcò sulla galea Marquesa diretta al Mar Ionio e a Lepanto.
Nel giorno della battaglia, pur essendo febbricitante, rifiutò di rimanere a letto e salì sul ponte per combattere. Fu molto coraggioso ferendosi due volte al petto e alla mano sinistra perdendone l'uso. Dopo la degenza di 6 mesi continuò a lavorare per la marina come messaggero finchè la nave sulla quale era imbarcato cadde nelle mani di pirati algerini. Cervantes trascorse circa cinque anni come schiavo in Algeri e alla fine fu liberato grazie al pagamento del riscatto con i fondi raccolti dai suoi genitori e l'Ordine della Santissima Trinità. Le sue esperienze durante la permanenza in Algeri gli offrirono materia prima per la scrittura del suo capolavoro, il don Chisciotte. Egli, riferendosi alla mano sinistra che era storpia, diceva spesso che questa “si guastò per glorificare la mano destra”.
Regione di Grecia Occidentale
ESPA logo
Progetto co-finanziato dall'Unione Europea - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale
ESPA logo